TASSI DI CAMBIO FISSI
In un regime di cambi fissi la banca centrale promette di mantenere un predeterminato livello del tasso di cambio nei confronti di un’altra valuta o di un paniere di valute. Molto spesso l’accordo di cambio è unilaterale, è cioè la banca centrale della valuta che ha deciso l’ancoraggio che si impegna a difenderlo, mentre l’autorità monetaria della valuta alla quale ci si è ancorati non ha nessun obbligo di intervenire a difesa della parità prefissata. In qualche caso, l’accordo può invece presentarsi come bilaterale, con un impegno reciproco al mantenimento della parità. e in altri casi può presentarsi come accordo multilaterale. Questo regime di tassi può essere abbandonato facilmente quando non vi siano più le condizioni, economiche o politiche, per mantenerlo in vigore, e può subire un aggiustamenti nel tempo, con una modifica delle parità, denominata riallineamento.
TASSI DI CAMBIO FLESSIBILI
Il regime di cambio flessibile è un regime valutario in cui la banca centrale non ha un obiettivo di prezzo sul tasso di cambio per cui si trattiene dall’intervenire sul mercato, lasciando che il tasso di cambio sia definito totalmente dalla libera interazione tra domanda e offerta. In pratica sono poche le nazioni che possono permettersi di adottare questo regime di cambio. Alcune particolari situazioni come l’eccesso di apprezzamento della valuta che colpisce le esportazioni, o attacchi speculativi che la deprezzano in modo illogico, hanno costretto molte volte le autorità monetarie ad intervenire direttamente per calmierare il mercato, o indirizzarlo nella direzione più pertinente ai “fondamentali dell’economia”. Il monopolio pubblico di emissione di moneta legale, accompagnato dalla non convertibilità della moneta in un bene reale, ha permesso alle valute più importanti di circolare in regime di quasi perfetta flessibilità. L’Euro , il dollaro USA e la sterlina britannica valute quasi perfettamente flessibili.
TASSI DI CAMBIO A FLUTTUAZIONE LIMITATA
Il regime di cambio a fluttuazione limitata è un regime di flessibilità nominale, ma quello che dovrebbe essere straordinario (l’intervento della banca centrale sul mercato dei cambi), diviene spesso frequente. Si punta alle volte a ridurre gli eccessi di fluttuazione del tasso di cambio, causate da volatilità di natura speculativa; altre volte si cerca di indirizzare il cambio verso un deprezzamento (per favorire le esportazioni) o un apprezzamento (per difendersi dall’importazione di inflazione), o si cerca di risolvere una serie di problematiche di natura congiunturale. Tempistica, periodicità e strumenti utilizzati non sono mai tali da ridurre la flessibilità ad una questione meramente formale, ma può accadere che siano, temporaneamente, piuttosto incisivi ed invasivi. Dollaro canadese, dollaro australiano, dollaro neozelandese e yen giapponese sono valute caratterizzate da questo tipo di regime valutario.
TASSI DI CAMBIO CON OSCILLAZIONE ALL'INTERNO DI UNA BANDA
In questo regime di cambio il tasso di cambio può liberamente fluttuare all’interno di una banda. La banda di riferimento è costituita da una parità centrale fissa e uno spazio di oscillazione libera intorno alla parità, una specie di corridoio, entro cui il tasso di cambio può fluttuare. L’intervento delle autorità monetarie è necessario solo nel caso in cui il tasso di cambio si avvicini eccessivamente ai limiti della banda di oscillazione, con pericolo di superamento dei limiti stessi. Maggiore è l’ampiezza della banda, maggiore è la somiglianza di questo regime di cambio ad un regime di perfetta flessibilità. Il caso più frequente di banda di oscillazione è quello che prevede una parità centrale della banda individuata da un certo valore di tasso di cambio. Si parla in tal caso di target zone
CRAWLING PEG
Il regime di cambio Crowling Peg è un regime il cui tasso di cambio viene ancorato ad una valuta specifica o ad un paniere di valute, definendo parimenti un tasso di svalutazione per controllare le oscillazioni di mercato e mantenere un determinato equilibrio tra inflazione interna ed inflazione esterna. E’ un regime di cambio in cui la banca centrale è quindi tenuta ad intervenire sul mercato qualora il tasso di svalutazione superi il valore precedentemente fissato. In un certo senso, il tasso di cambio fisso può considerarsi un caso estremo di un Crawling Peg in cui il tasso di svalutazione è però fissato a 0.
CORRENCY BOARD
Il Currency Board è un regime di cambio fisso in cui i vincoli alla politica monetaria della banca centrale sono sottoposti ad un processo di irrigidimento, normalmente con una cosiddetta istituzionalizzazione. Si stabiliscono cioè delle regole fisse per l’emissione di moneta da parte della banca centrale. L’autorità monetaria può emettere valuta solamente se essa è coperta da un corrispondente ammontare di valuta estera. In questo modo, la politica monetaria della banca centrale che governa la valuta sottoposta a currency board si trova di fatto a dipendere strettamente dalla politica monetaria della banca centrale verso cui il tasso di cambio è stato fissato. L’istituzionalizzazione di tale regola monetaria può giungere anche ad una costituzionalizzazione. Questo rende particolarmente difficile e laborioso abbandonare un currency board, e obbliga chi lo sceglie a seguire la condotta di paesi le cui politiche monetarie sono normalmente più accorte e virtuose.. Non sempre però un paese che sceglie un currency board è in grado di rispettarlo fino in fondo, col rischio di venir sottoposto ad attacchi speculativi.
DOLLARIZZAZIONE
Questo regime valutario si caratterizza per l’adozione diretta di una valuta estera (di solito, per ragioni evidenti, il Dollaro statunitense) come valuta ufficiale in sostituzione della valuta domestica. È come se si trattasse di un tasso di cambio fisso, ma portato alle estreme conseguenze, con una totale cessione di sovranità monetaria alle autorità estere. I casi di dollarizzazione completa sono piuttosto rari.; L’adozione dell’Euro da parte dei paesi membri della UE costituisce una forma di dollarizzazione in cui la politica monetaria è stata affidata ad una autorità monetaria sovra-nazionale: la Banca Centrale Europea