Cina e India: il futuro
(del  20/12/2009  @ 11:27:38)
Due paesi emergenti sono destinati a diventare, col tempo, due grandi colossi della economia mondiale. Essi sono Cina e India: il futuro è loro!

Le nazioni che stanno tenendo in piedi buona parte dell'economia mondiale sono proprio questi due stati.
In particolare la Cina che nell'arco di pochi anni supererà volumetricamente il PIL degli Stati Uniti d'America.
Analisi che per certi versi sono molto ottimistiche, ma non assurde.
Basta un solo numero per dimostrarlo, il Pil della Cina, che è a giudizio di diversi gestori e analisti, il leader assoluto del prossimo triennio.
Mentre i paesi orientali devono fare i conti con un segno meno nel 2009, disoccupazione e paralisi economica, a Pechino si cresce del 6%.
Un rallentamento rispetto al +10% dell'anno scorso, ma le nazioni europee sono costrette a registrare un -4,4%.
Possiamo a ragione parlare di una rivoluzione economica.

La tendenza delle economie e dei mercati, continuerà ad essere univoca.
Cambieranno molto probabilmente le performance di alcuni mercati, ma le tendenze a livello direzionale, continueranno ad essere simili.
E' un mondo che cambia. Una nuova cultura economica che sta tuttora colonizzando l'occidente e che colonizzerà ancora le vecchie economie.
Diminuirà quindi il peso economico degli USA, dell'Europa, a scapito appunto della nuova potenza aatica.

Tutto questo avverrà in modo molto graduale e non traumatico.
I cinesi sanno che un eventuale shock sui mercati economici mondiali potrebbe essere un qualche modo anche controproducente.
E molto probabilmente, la Cina da sola non vuole diventare il nuovo "centro del mondo" ma vuole semplicemente prendersi un posto in prima fila, poter far capire a tutti che non è più un paese emergente ma è una grande potenza.
Ed i mezzi per poterlo fare, ci sono tutti.
Ormai il pareggio si può considerare molto vicino.

Se si osservano i grafici del PIL mondiale è evidente un forte recupero delle economie emergenti nei confronti dei paesi sviluppati. E la situazione non potrà che continuare, fino ad arrivare al sorpasso.
Oggi siamo vicini alla parità ma nel giro di qualche decennio la situazione potrebbe decisamente capovolgersi.
Nei paesi sviluppati è presente il 14% del totale della popolazione mondiale, nei paesi restanti abbiamo invece l'86%.
A prescindere da analisi macroeconomicche, non possiamo non considerare questi fattori.
Non dimentichiamo inoltre che la Cina, ad esempio, ha un rapporto deficit/PIL estremamente basso e quindi ha tutti i mezzi per sostenere in modo concreto la propria economia, colpita certo in modo violento dalla recessione, soprattutto dei paesi verso i quali esportava prodotti e beni, ma si tratta comunque di uno scenario diverso rispetto a quello presente negli USA o in Europa.

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