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Cosa sta accadendo nei mercati finanziari?
(del
13/11/2009
@ 14:31:46)
Da sei mesi a questa parte c'è stato un forte ritorno ad attività rischiose come azioni, comodity con evidente restringimento degli spread sui bond emergenti e corporate. In pari tempo il dollaro si e indebolito rispetto a tutte le altre valute e il mercato obbligazionario ha mantenuto abbastanza statici e stabili i rendimenti.
La ripersa del trading e della attività rischiose è chiaramente dovuta al generale miglioramento della situazione di tutti i mercati e dell'economia dopo aver assistito al reale rischio di naufragio del sistema finanziario mondiale.
Fondamentale e determinante è stato il rapido intervento delle banche centrali e dei governi che, con interventi di liquidità e azioni straordinarie hanno evitato il disastro globale.
La conseguenza di questo è stato il rimbalzo in modo sostanzioso del mercato. Ci si chiede: cosa sta succedendo esattamente? Cosa ha spinto cosi in alto la borsa?
a) La liquidità
b) I bassi tassi
c) Quantitative easing
Principalmente a modificare i mercati è stata la forte ondata di liquidità messa a disposizione dalle banche centrali e dai governi. Successivamente il quantitative easing a sostegno dei mercati e non ultimo i tassi di interesse. I tassi di interesse hanno partecipato in modo sostanziale a variare le dinamiche del mercato ed infatti, contemporaneamente con i tassi ai minimi storici si è assistito all'indebolimento del dollaro USA.
Gli speculatori, usando la leva finanziaria, hanno sfruttato questa debolezza ampliando in modo determinate i loro margini di guadagno. In presenza di uno scenario fortemente speculativo stranamente la volatilità generale è diminuita migliorando ulteriormente lo scenario per aprire ulteriori posizioni speculative.
In modo involontario anche la Federal Reserve, contro ogni logica, ha favorito la speculazione diffondendo notizie di serenità e sicurezza al mercato con la sua attività di quantitative easing, acquistando asset class illiquide, titoli tossici e persino titoli governativi emessi dalla nazione USA.
Questo atteggiamento ha portato come riflesso una diminuzione generale della volatilità sui mercati finanziari e di conseguenza un aumento della speculazione generalizzata.
Tali fatti potrebbe essere considerati anche positivamente ma di fatto non è cosi.
I bassi tassi, il quantitative easing e il grande afflusso di capitali verso gli USA rende ovviamente i deficit di bilancio degli Stati Uniti più facile da finanziare.
Un dollaro debole è positivo per gli USA in quanto permette loro di migliorare le esportazioni e quindi fare maggiori profitti all'estero. Ma, è altrettanto vero che gli altri paesi si vedono costretti a replicare la politica monetaria Usa per evitare una eccessiva rivalutazione delle proprie valute che a loro volta diventerebbero poco competitive a livello mondiale.
Concludendo: avere un dollaro USA debole fa molta paura e, contrariamente a quanto dichiarato dal governo americano di voler un dollaro forte, a l'economia americana necessità avere un dollaro debole per poter uscire il più rapidamente possibile dalla crisi non escludendo prese di posizione indirizzate verso una svalutazione graduale.
Bisogna fare molta attenzione essendo questo un mercato fortemente speculativo.
Essendo posizioni speculative potrebbero essere chiuse molto rapidamente con evidente riflesso sul mercato valutario obbligazionario e azionario determinando uno scenario drammatico e pieno di incertezze.
Potremmo assistere ad un dollaro in forte recupero, a causa delle chiusure dei carry trade, chiusure fatte riacquistando dollari USA, dollari presi dalla vendita di equity, commodity, futures, certificati a leva e altro ancora per fare cash e coprire i finanziamenti.
E questo scenario quando potrebbe avvenire?
Non è facile determinare quando tutto ciò potrebbe avvenire, certamente non a breve o medio termine. Possiamo dire con certezza che, fino a quando la Federal Reserve avrà i mezzi, la volontà e la capacità di sostenere questo modo di operare nel mondo della finanza nulla succederà ma, sarà proprio la FED l'ago della bilancia.
Fin quando la FED avrà le armi per combattere la situazione che si è venuta a creare non ci saranno preoccupazioni ma, nel momento in cui queste finiranno è bene farci trovare preparati.
I fattori che potranno scatenare il verificarsi di uno scenario pesante potranno anche essere ricercati addirittura in una forte ripresa economica, una ripresa vera, autentica con tanto di aumento inflattivo, e conseguentemente presa di posizione della banca centrale USA che sarà costretta ad aumentare i tassi e a ritirare liquidità dal mercato con una rapida exit strategy.
E' noto che il differenziale di tasso tra due valute è proprio uno di quegli elementi determinanti che guidano la rivalutazione di una moneta.
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