Dollaro forte o debole?
(del  15/10/2009  @ 01:37:33)
Nelle ultime settimane si è parlato molto sia dell'oro e sia del dollaro USA. La domanda banale ma di difficilissima soluzione è: che fine farà il dollaro USA?
Nessuno sa con certezza che fine farà il dollaro USA. Ovunque si legge che Obama vuole il dollaro forte, però il dollaro continua a scendere.

Bisogna comunque ricordare che il dollaro USA è da sempre oggetto di speculazioni valutarie, e che gli USA hanno visto il Governo molto attivo nel "quantitative easing" e nella produzione di carta moneta.
Il termine anglosassone quantitative easing si traduce in italiano con "alleggerimento quantitativo" ed indica la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato, nel sistema finanziario ed economico.
Ricorrere al "quantitative easing" significa immettere liquidità, e portare nel tempo svalutazione.
Cina e Giappone, hanno detto che hanno intenzione di diversificare le riserve valutarie, oggi composte per la maggior parte proprio di dollari USA.
Quindi è normale ritrovarsi con un dollaro debole e anche con un oro forte.

Non facciamoci impressionare quindi dalle parole del presidente americano.che parla da molto tempo parla di una politica monetaria orientata verso un dollaro forte.
Non è affatto vero!! Riteniamo esattamente vero il contrario.
Gli USA hanno bisogno di un dollaro debole per la loro economia.
Infatti, il sostegno al dollaro, in questi giorni, per assurdo, non è arrivato dagli USA, bensì dalla Cina stessa la quale ha sostenuto il cross con lo yuan (ed è noto che gli asiatici, di dollari, ne posseggono in notevoli quantità).
Per il mercato del forex questo significa che, nel cross euro/dollaro, è bene considerare l'euro in posizione previlegiata nel rapporto.
Il motivo per cui gli stessi americani vogliono il dollaro debole è molto semplice.
Se il dollaro non resta debole, gli USA non riescono ad esportare.
E quindi avere un dollaro debole vuol dire una maggiore produzione, maggiore crescita e più veloce uscita dalla crisi.
Va da se che tale situazione amplifica le varie problematiche economiche nell'area Euro perché di riflesso, gli europei vanno a pagare un cross a loro svantaggio che rallenta in maniera determinante le esportazioni.

Quindi, per concludere, alla fine, chi ci rimette è l'Europa e, tanto per cambiare, il paese che probabilmente uscirà per primo dalla crisi saranno proprio gli USA.
Gli USA assisteranno all'indebolimento del dollaro, cercando sempre di rassicurare il mercato sulla loro volontà a volere un dollaro forte.
Gli USA lasceranno che la valuta si svaluti senza sostenerla. Perché, in fondo, a loro, va bene così.
E per gli europei è un colpo che ci decapita definitivamente dal punto di vista della competitività economica; per fortuna che ormai la ripresa è arrivata.

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