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I subprime: il disastro mondiale
(del
16/03/2010
@ 15:54:46)
I mutui "subprime" vengono erogati da molto tempo. Sono mutui tipici del mondo anglosassone e vengono concessi ed erogati a una clientela non "prime", cioè ad una clientela che con molta probabilità non è in grado di mantenere l'impegno preso.
Nella finanza anglosassone il credito è considerato diversamente da come viene concepito in Italia.
Una delle cose che si sente dire maggiormente è che "le banche concedono i soldi solo se si riesce a dimostrare che puoi restituirli" e questo, in Italia, in un certo senso è vero perché se un soggetto non è più in grado di pagare la banca deve andare da un giudice e convincerlo che nel momento in concedeva il prestito per comperare l'immobile il cliente era in grado di restituire il prestito.
La banca deve dimostrare che ha concesso il prestito per permettere l'acquisto di una casa e non con lo scopo occulto di portartela via.
Nel mondo anglosassone è sufficiente dimostrare ad un giudice che non si pagano le rate (bastano tre rate non pagate).
Questo tipo di situazione determina che in Inghilterra o negli Stati Uniti ottenere un mutuo è molto più facile e veloce che in Italia.
Che cosa sono i subprime? Sono mutui concessi a chi forse non poteva ottenerli; qualcuno ha pensato bene di prestare soldi (garantiti da un immobile) a chi difficilmente avrebbe potuto restituirli.
Innanzi tutto il maggior rischio solitamente viene pagato da un maggior guadagno e di conseguenza con l'applicazione di tassi di interesse più alti a chi era disposto a pagare per comprarsi casa.
In uno scenario di tassi "in salita" e di prezzi degli immobili che crescevano annualmente, la segreta speranza era proprio che dopo un tempo ragionevolmente breve il mutuatario non riuscisse più a pagare le rate e gli si potesse così legalmente sottrarre l'immobile rivendendolo.
Per molto tempo coloro che distribuivano mutui subprime sono stati "indicati favorevolmente" dalle banche che li finanziavano, perché erano portatori di rendimenti elevati a dispetto di coloro che si sarebbero ritrovati senza casa.
Perché è fallito questo meccanismo? A causa del mercato immobiliare.
La crescita dei tassi di interesse, il normale ciclo economico e una serie di altri fattori hanno fatto sì che il prezzo delle case inizialmente incominciasse a rallentare, per poi in breve tempo fermarsi e successivamente scendere (USA).
Le banche che avevano erogato i mutui finanziando il 100% dell'immobile oltre alle spese di acquisto si sono trovate a non rivedere più questo denaro, ma, anzi, a doverne anche spendere altro per arrivare a rientrare almeno di una parte della cifra.
Quello che era stato, per le banche, un grosso affare valutabile intorno al 20% di guadagno tra lo start e la chiusura della pratica, in pochi mesi si era trasformato in un disastro finanziario.
Tale situazione ha coinvolto maggiormente il mercato immobiliare americano ma ha avuto conseguenze molto forti anche in Italia e in tutto il mondo perché ormai nei mercati finanziari, qualunque "titolo" può essere mercanteggiato. Se ho un credito, anziché aspettare che il debitore compia il suo dovere restituendomelo, posso rivenderlo mettendolo come sottostante di un prodotto finanziario evoluto. I crediti derivati da mutui subprime sono stati largamente venduti in tutto il mondo.
In Italia un po' meno che altrove grazie ad una vigilanza molto prudenziale e alla nostra resistenza psicologica a basare la nostra personale economia sul mercato del credito.
La situazione di pesanti perdite di molti fra i maggiori gruppi finanziari mondiali, che improvvisamente sono stati costretti ad ammettere perdite anche del 40% ha fatto sì che le banche stesse non si fidassero più tra loro come restitutori affidabili di prestiti e questo ha reso molto difficile per le banche stesse reperire liquidità da investire per ottenere un utile.
Il tasso di interesse offerto tra banche (InterBank Offered Rate, che se la transazione avviene in Euro diventa EurIBOR) è molto più alto dell'indice di riferimento (il tasso ufficiale della Banca Centrale Europea) e questo ha una grossa influenza sulla gestibilità, da parte di chi ne ha bisogno, di mutui e prestiti (anche "prime").
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