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Le radici della valuta moderna
(del
25/08/2008
@ 01:20:58)
Dimenticate l'idea che la valuta sia un pezzo di carta colorato con l'immagine di qualche persona famosa impressa sopra.
La moneta cartacea è una invenzione relativamente recente che quasi certamente non sopravviverà ancora a lungo.
In termini culturali e storici i soldi sono qualcosa a cui chiunque riconosce valore.
Gli aztechi consideravano di valore i semi di cacao, che venivano utilizzati per realizzare bevande al cioccolato.
Parte del loro valore derivava anche dal fatto di essere pratici.
Potevano essere trasportati facilmente e la loro uniformità rendeva il baratto più semplice: se lo scambio di merci era sbilanciato, qualche cucchiaio di semi metteva le cose a posto.
Gli antichi romani invece utilizzavano il sale, non solo per insaporire le pietanze ma anche come "moneta" di scambio: era accettato ovunque e poteva essere scambiato in quantità grandi a piacere. I soldati romani venivano addirittura pagati in sale, tanto che la radice della parola "salario" deriva dalla parola latina "sal", sale.
In nord america la parola comunemente usata per indicare 1 dollaro è "buck", camoscio; questo perchè ai tempi delle colonie la pelle di daino era normalmente usata come merce di scambio. In generale, la tipologia di valuta utilizzata dipende dalle condizioni locali: in oriente spesso usavano il riso, i mongoli usavano il te' ed i nativi americani le conchiglie.
L'introduzione della moneta ha segnato un importante balzo in avanti nella vita economica sociale. Invece di scambiarsi oggetti, la gente poteva determinare il valore degli oggetti in un modo praticamente universale.
La moneta consentiva agli scambi di essere più circolari, piuttosto che utilizzare una catena di transazioni uno-a-uno. Il calzolaio poteva adesso vendere le sue scarpe al macellaio in cambio di soldi ed usarli per comprare il grano che gli necessitava. Il valore è ovviamente un concetto relativo, e culture diverse spesso non si trovavano in accordo sul valore da attribuire ad oggetti differenti.
Una tribù dell'Alaska usava denti di cane come valuta, mentre altre tribù potevano considerarli disgustosi. Gli aristocratici di Yap, un'isola nel Pacifico del sud, usavano come valuta lastre giganti di arenaria, che potevano essere spostate solo da dozzine di uomini. Per ovvie ragioni questa valuta non ha trovato grande diffusione.
Il problema era quindi trovare qualcosa che fosse facile da scambiare e che fosse considerato di valore da tutti, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua e dalle opinioni.
La soluzione a questo problema apparve il 640 a.c. in una civiltà sviluppatasi sulle coste dell'odierna Turchia: la moneta di metallo. Questa invenzione può essere considerata la prima valuta internazionale ed ha posto le basi del sistema economico moderno.
Il piccolo regno di Lydia fu il primo a battere moneta.
Il metallo è stato da sempre considerato di valore, anche da culture diverse. L'oro, con il suo seducente splendore, la sua notevole malleabilità, e per il fatto che non arruginisce o marcisce nel tempo, è stato sempre tenuto in gran considerazione. Già alcune tavolette di argilla mesopotamiche risalenti al 2500 a.c., riportano l'utilizzo di grandi quantità di oro ed argento per effettuare pagamenti ingenti.
L'oro era però troppo scarso e di valore per essere usato anche nelle piccole transazioni.
Tutto questo cambiò quando nel regno di Lydia si cominciarono a produrre le prime monete, in una lega di oro ed argento chiamata "electron".
Per consentire anche ai contadini analfabeti di riconoscere il valore delle monete, venne impressa su di esse una testa di leone.
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