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Petrolio: la situazione a maggio 2009
(del
28/05/2009
@ 14:43:18)
Il petrolio è in questo periodo ai massimi semestrali: il Wti a New York ha superato la soglia dei 62 dollari al barile per la prima volta da novembre.
Il Wti (West Texas Intermediate) è un tipo di petrolio utilizzato come benchmark nel prezzo del petrolio.
I risparmi di carburante promessi dal governo americano sono ancora un lontano miraggio per i mercati petroliferi.
L'annuncio di standard più severi per l'efficienza degli autoveicoli non ha avuto alcun influsso sulle quotazioni di greggio e benzina, saliti in questi giorni ai massimi da sei mesi a questa parte.
Il Wti è salito oltre la soglia dei 62 dollari al barile.
La riduzione di greggio legata al piano auto ovviamente non può essere immediata: si stima che ci sarà un risparmio di circa 400.000 barili al giorno entro il 2016 e di 750.000 entro il 2020.
L'aumento del petrolio di questi giorni è legato a motivazioni contingenti legate soprattutto alla difficoltà di alcune raffinerie americane, che in questo periodo dell'anno, a pochi giorni dall'avvio della driving season, non hanno mai lavorato cosi a rilento da almeno trenta anni a questa parte.
Per il Dipartimento dell'Energia (DoE) gli impianti nei giorni scorsi hanno utilizzato solo parzialmente la loro capacità ed è previsto un peggioramento in tal senso dovuto al fermo di altre raffinerie a causa di problemi tecnici.
Non sorprende più di tanto che le scorte di benzina si siano ridotte di oltre 4 milioni di barili, anche perché, per la prima volta, da poche settimane, la domanda di carburante è aumentata portandosi a circa 9 milioni di barili al giorno che rappresenta il massimo dalla fine di agosto del 2008.
Un segnale incoraggiante per la salute dell'economia americana, ritenendo attendibili i dati che sono apparsi in questi giorni, è l'aumento di rifornimenti richiesti dai distributori in vista del lungo week-end del Memorial Day.
Le statistiche del DoE riferiscono inoltre di un aumento degli stock di distillati i circa 1 milione di barili e di un ulteriore notevole calo delle scorte di greggio.
Il livello di queste ultime, che si sono ridotte di circa 2 milioni di barili, è però tuttora superiore del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Ma è comunque possibile che la tendenza all'accumulo di scorte sia cominciato a scendere: questo è un altro elemento che, se confermato, potrebbe fornire un sostegno più solido e prolungato ai prezzi del greggio, finora trainati al rialzo soprattutto dalle escursioni delle Borse.
Un barile di petrolio più caro di 60 dollari rischierebbe di frenare il processo di ripresa dell'economia ma, forse, farebbe ripartire gli investimenti per sviluppare l'offerta di idrocarburi.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia stima che tra ottobre ed aprile siano stai cancellati o quantomeno rinviati progetti per almeno 180 miliardi di dollari equivalenti a 2 milioni di barili di petrolio al giorno di nuove forniture.
Gli operatori attendono ora i dati sulle riserve settimanali degli Usa.
E' molto evidente come siano fortemente correlati l'andamento del dollaro con quello del petrolio.
Per tutti coloro che desiderano speculare sul petrolio esiste la possibilità di farlo utilizzando il Forex.
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