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Previsioni sul forex del 2010
(del
19/02/2010
@ 03:08:28)
Ad influenzare i rapporti di cambio tra le valute saranno, senza dubbio, nel 2010, sia i tassi di interesse sia le finanze pubbliche di diversi Paesi dell'area euro.
I casi della Grecia, Spagna e Portogallo potrebbero rappresentare un significativo allarme per i restanti paesi dell'eurozona che necessita da un lato di togliere quelle misure che hanno fatto da stimolo all'economia e dall'altro di non sopprimere la crescita che, anche se con lentezza, sta proseguendo in questo 2010.
In questa situazione piena di incertezze il dollaro contro l'euro sembra essere destinato ad assumere una posizione di debolezza per i primi sei mesi per poi rientrare in tutto o in parte nel secondo semestre con l'innalzamento dei tassi di interesse della Federal Reserve.
A tale riguardo la UniCredit Research prevede che nella prima parte del 2010 il dollaro subirà un indebolimento valutato intorno ai 1,50 rispetto all'euro che potrà sfruttare il prevedibile miglioramento dello stato delle finanze pubbliche di alcuni paesi dell'eurozona.
Il lento andamento di crescita della crescita economica degli USA dovrebbe costringere la Federal Reserve a meditare fino al terzo trimestre 2010 prima di decidersi ad innalzare i tassi di interesse,
Diversi analisti ed economisti pensano che UniCredit Research non toccherà i tassi prima della prima parte del 2011 decidendo nel frattempo a ritirare gradualmente la liquidità dal mercato immessa anche per fronteggiare i rischi di un "credit crunch".
Il 2010, in attesa di una ripresa dell'economia su scala mondiale , accompagnata da un naturale rialzo dei prezzi delle materie prime, dovrebbe favorire le monete del nord e le monete dell'area del Pacifico.
A tale riguardo, infatti, UniCredit Research vede ben posizionate valute come la corona norvegese, il dollaro australiano, la corona norvegese ed il dollaro neozelandese.
Per quello che riguarda invece le valute più scambiate, oltre alle aspettative sopra descritte su euro e dollaro, UniCredit Research ha una posizione negativa sia sul franco svizzero, sia sullo yen, mentre mantiene una posizione positiva sulla sterlina.
Sul fronte strettamente macroeconomico, la ripresa nell'area euro è attesa moderatamente cauta, al punto che la Banca Centrale europea con molta probabilità continuerà a mantenere il tasso di riferimento ancorato al livello dell'1% ancora almeno per altri dodici mesi.
In ultima analisi UniCredit Research vede pochi segnali di crescita economica all'interno dell'area euro visto che in Europa il miglioramento del quadro macro rispetto ai mesi scorsi è stato dettato prevalentemente dall'andamento delle esportazioni e dalle misure di sostegno.
Sul fronte delle valute occorrerà tener conto del fatto che i rendimenti dei titoli governativi potrebbero salire in concomitanza alla moderata ripresa del ciclo che, secondo UniCredit Research, può far salire l'appetito per il rischio con conseguenti pressioni sull'offerta.
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