Quali investimenti per diminuire il rischio?
(del  17/07/2010  @ 00:14:54)
Volendo fare un investimento esistono diversi elementi che devono essere tenuti in debita considerazione perché possono influire pesantemente sulle scelte da effettuare.
Il principale elemento da considerare è ovviamente il "tasso di interesse" in riferimento però al "rischio" da correre per ottenerlo.
Spesso ci sentiamo chiedere quali sono gli investimenti più "sicuri", investimenti dove la percentuale di rischio in relazione al tasso di interesse è più bassa.
Vogliamo subito mettere in evidenza che dire "più bassa" non significa dire che non esiste rischio. Speculazioni sui titoli di stato argentini piuttosto che alle difficoltà dei titoli ellenici ci ricordano che l'unico investimento "sicuro" è "l'investimento diversificato", l'investimento effettuato attraverso l'utilizzo di svariati prodotti finanziari di natura quanto più differente tra di loro.

- Conti Deposito: tra le forme di investimento che generalmente vengono considerate tra le più tranquille ci sono i "conti deposito" che sono dei conti bancari che offrono dei tassi maggiori rispetto ai conti tradizionali. Questi strumenti finanziari sono garantiti dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi: nel caso che la banca non fosse in grado di rimborsare il deposito interviene il Fondo fino a 103000 € circa per depositante.

- Prodotti Postali: oltre i conti deposito, gli investimenti che vanno per la maggiore sono i "prodotti postali" tra i quali i "Buoni fruttiferi postali2 (Bfp) e i libretti studiati anche per i minori. I Bfp sono dei titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp), garantiti dallo Stato Italiano e collocati in esclusiva da Poste Italiane.
Garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e gli interessi maturati. Sono un investimento di lungo periodo a tasso crescente e hanno una durata massima di vent'anni. Per ciascun anno è fissato un tasso d'interesse nominale annuo che viene capitalizzato in maniera composta fino a scadenza.
Possono essere rimborsati anticipatamente in qualsiasi momento con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo un anno, al riconoscimento degli interessi fissi maturati.
Un'altra alternativa è rappresentata dai "Libretti di risparmio postale": collocati dalle Poste Italiane, garantiti dallo Stato Italiano, sono depositi a vista rimborsabili in qualsiasi momento, emessi dalla Cdp.

- Certificati Di Capitalizzazione: un investimento sempre più diffuso sono le polizze e le assicurazioni sulla vita, i cosi detti "certificati di capitalizzazione". In genere le polizze di vita tradizionale associano la garanzia del capitale netto versato di rendimento minimo nell'ordine di uno o due punti percentuali annui, con consolidamento annuale dei risultati via via conseguiti (il rendimento riconosciuto nell'anno passato andrà a costituire capitale per l'anno successivo).
I certificati di capitalizzazione rispondono a contratti in cui la compagnia assicuratrice si obbliga alla restituzione a scadenza dell'importo dei premi versati maggiorati degli interessi maturati nel corso della durata contrattuale generalmente non inferiore a 5 anni.
Nei periodi di tassi d'interesse estremamente bassi, se presentano costi veramente contenuti, i certificati di capitalizzazione possono offrire rendimenti superiori ai più noti BoT.

- Titoli Di Stato: fra le forme di investimento con rischio controllato sono molti i risparmiatori che scelgono i "titoli di stato" come rifugio dei propri risparmi. Vero è che un investimento in CcT non produce ritorni in termini di reddito interessanti, perché difficilmente il valore delle cedole salirà in tempi brevi.

- Obbligazioni: anche le "obbligazioni" fanno parte di quei prodotti finanziari dove il rischio è minore, nonostante non sia possibile definire in assoluto se quest'ultime siano completamente sicure. E necessario valutare caso per caso i singoli emittenti e le singole emissioni.
Ogni banca può emettere sia obbligazioni con differenti tipologie di rendimento e rischiosità che possono comportare anche, in taluni casi, il mancato rimborso delle cedole e del capitale in caso la banca subisca perdite che mettano in pericolo la solidità dell'istituto stesso.


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