Rapporto euro-dollaro. Cosa succederà nel 2009
(del  14/02/2009  @ 04:45:07)
E' la domanda che si pone la maggior parte degli operatori che fanno trading nel mercato del Forex: Rapporto EUR/USD: cosa succederà nel 2009? In un anno in cui i mercati e le economie mondiali hanno fatto registrare un altissimo grado di volatilità e nulla sembra impossibile, crediamo che sia estremamente difficile fare delle previsioni attendibili; certamente il 2009 sarà un anno di svolta per l'economia mondiale.

Le previsioni economico-finanziarie per il 2009 sono diventate decisamente azzardate. La base essenziale del nostro articolo è quella di dare spunti di riflessione, di sollecitare il trader ad osservare attentamente alcuni dei problemi che possono far variare in modo decisivo il rapporto euro/dollaro.
E sempre arduo fare le previsioni del tasso di cambio, specialmente quando il mercato di valuta è molto volatile. Un peggioramento considerevole dell'economia in zona euro nel 2009, potrebbe condurre ad uno spostamento significativo dei differenziali di tasso di interesse per gli Stati Uniti e mantenere il cambio EUR/USD sotto pressione per i mesi futuri.
I dati economici attuali si dirigono verso l'indebolimento dello sviluppo reale del P.I.L. nell'economia di zona di euro e una politica monetaria più accommodante della BCE potrebbe essere necessaria per impedire la caduta in una recessione molto più profonda.
Si sa che la moneta unica europea è oltre i livelli compatibili con i fondamentali di medio periodo di almeno il 10%: la sopravalutazione dell'euro è dovuta al fatto che ha dovuto sopportare, per il calo del dollaro, un peso sproporzionato rispetto ad altre divise.

I compiti della politica finanziaria in una situazione, come quella che imperversa nei mercati economici, sono oggi abbastanza difficili, considerando crisi e nuovi rischi che potrebbero diventare realtà. La politica monetaria potrebbe quindi a breve termine influenzare il cross euro-dollaro, e se quindi ci troveremo con un dollaro più forte contro l'euro, sarà probabilmente legato alla politica monetaria o a manovre di salvataggio o incentivo sul territorio USA.
Gli investitori del mercato Forex devono stare molto attenti alle politiche USA dettate dal presidente Obama: nel caso che riuscisse a contenere la recessione economica porterà il dollaro a rafforzarsi su tutte le altre monete, mentre se invece ci sarà una crisi ancora più forte di quella che c'è attualmente il dollaro perderà terreno soprattutto sull'Euro.
Alcuni analisti prevedono che il cambio Euro/Dollaro potrà attestarsi intorno all' 1,15 ma potrebbe raggiungere valori intorno all'1,60. Ecco l'ambiguità della situazione.

L'unica cosa da fare per poter riuscire a prevedere con un certo margine di anticipo queste analisi è quella di osservare con attenzione quello che succederà gli Stati Uniti nelle prossime settimane, a Wall Street ma anche alla Casa Bianca, ed i tagli delle tasse previsti negli scorsi giorni dal Presidente potrebbero aiutare nettamente l'economia americana a riprendersi da questo brutto anno appena trascorso. Gli scenari che si possono presentare successivamente, che potrebbero spingere ad una rivalutazione del dollaro, sono due:
a) Gli USA non sono/saranno in recessione: Il dollaro di conseguenza è destinato a rafforzarsi.
b) Gli USA entrano in recessione: dato che gli USA sono un mercato importante per molti paesi, e dato che l'Europa non sembra essere in grado di guidare l'economia mondiale, o di "staccarsi" dall'andamento dell'economia USA, una eventuale recessione USA porterebbe anche un indebolimento dell'euro, che adesso è probabilmente sopravvalutato, e quindi ad un rafforzamento del dollaro.

Diversi operatori ritengono che seguendo l'andamento delle borse ci si può fare un'idea anche dei mercati valutari.
L'accostamento potrebbe sembrare improponibile o privo di contenuti tecnico-finanziari, ma è forse la ricetta più adatta a riassumere le aspettative per i prossimi mesi su euro e dollaro. A muovere le monete, da molto tempo ad oggi è infatti soprattutto la contrarietà al rischio degli investitori, quello stesso fenomeno che ha accompagnato il crollo dei listini azionari e contemporaneamente propiziato il forte recupero di due valute, dollaro Usa e yen, nei confronti dell'euro.

L'uragano che ha travolto il mondo finanziario ha capovolto ogni previsione, favorendo il recupero di yen, ma anche del dollaro, ripari sicuri per gli investitori nelle fasi di turbolenza più aceccentuata. Per questo potrà essere utile seguire lo svolgimento dei mercati azionari per carcare di comprenderne l'andamento nei prossimi mesi: se la tensione resterà elevata la tendenza al rafforzamento del dollaro sarà destinata a proseguire. Viceversa, ad ogni schiarita in borsa è da mettere in conto un recupero dell'euro.

Se si dovesse giudicare dalle attese degli analisti, i prossimi mesi non dovrebbero portare troppo bene all'euro e il 2009 potrebbe essere ancora un anno ricco di tensioni. Le previsioni indicano un cambio euro/dollaro ben lontano da quota 1,60: l'indicazione degli analisti prevede una discesa fino a 1,28 attorno all'estate seguita da un recupero non troppo convinto (1,32 a fine 2009, ma 1,30 ad inizio 2010 e un andamento simile nei confronti delle altre principali valute mondiali: yen, sterlina).
E' prevedibile un futuro abbastanza fosco per l'euro sul quale gravano non solo le pesanti incertezze sui mercati internazionali ma anche problemi interni. Gli investitori hanno infatti relegato in secondo piano, ma non hanno del tutto dimenticato gli altri indicatori, più strettamente macroeconomici, che di solito muovono le valute: l'andamento dei tassi di interesse, la crescita o la bilancia commerciale di un Paese. Sotto questo aspetto, le prospettive dell'Eurozona appaiono meno rosee rispetto a ciò che attende gli altri Paesi;la sensazione generale è che saranno gli Stati Uniti a uscire con il passo più spedito dalla recessione attuale.

L'Eurozona, da parte sua, si troverà a fare i conti con una complicazione ulteriore: la delicata situazione delle finanze pubbliche di alcuni Paesi aggravata dai necessari interventi a sostegno dell'economia e che pesa notevolmente sull'affidabilità di questi. La tensione, sotto questo aspetto, è così alta che è in continua crescita il numero di quanti prevedono in un prossimi futuro la possibile uscita dall'Unione monetaria di qualcuno dei paesi aderenti.
Tra i paesi maggiormente sospettati sono segnalti il Portogallo, l'Italia, la Grecia e la Spagna.

Ma quale sono i valori del cambio euro/dollaro probabili per il 2009 tenendo presente tutti gli argomenti citati?
Le nostre previsioni sono riportate nella tabella nella quale segnaliamo i valori probabili per ogni trimestre e in basso le variazioni da min a max nello stesso periodo.

marzo giugno settembre dicembre 2010
1.30 1.28 1.30 1.32 1.30
min 1.25 1.20 1.22 1.24 1.20
max 1.30 1.35 1.37 1.42 1.35