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Lo spread
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Spiegare cos'è lo spread trading non è difficile. La filosofa che sta alla base di questa forma di investimento speculativo è che si acquista un determinato prodotto se si ritiene che il mercato finanziario o il prodotto subirà un rialzo. Se invece si ritiene che un determinato mercato finanziario o prodotto subirà un calo, lo si vende.
Alla base dello spread trading c'è il concetto di “spread”, termine che identifica la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita di un prodotto finanziario.

Lo spread, un termine inglese che non ha un adeguato termine breve in italiano, è la differenza tra il prezzo di acquisto (in inglese "bid") ed il prezzo di vendita (in inglese "ask") di una certa valuta. Tutti i prodotti finanziari hanno il loro "spread" ovvero lo scarto tra l'acquisto e la vendita. Nello spread trading finanziario è possibile scegliere una posizione short (vendita) sugli strumenti finanziari per trarre profitto dai mercati ribassisti.

Lo spread è quindi sostanzialmente la differenza tra BUY e SELL (comprare e vendere), o BID e ASK, o anche DENARO e LETTERA.
Tra il prezzo al quale è possibile acquistare e il prezzo al quale è possibile vendere un determinato cross o coppia di valute.
Nel mercato del Forex queste due quotazioni sono sempre fissate dall'intermediario con il quale andiamo ad operare sul Forex. Se usiamo delle piattaforme on line, ad esempio, la piattaforma è l'intermediario finanziario.

Il divario tra prezzo di acquisto e prezzi di vendita è chiamato spread.
A seconda delle valute sulle quali andiamo ad operare, Lo spread è normalmente di due punti o tre punti ma può anche essere di 10 punti in relazione all'importanza delle valute coinvolte nello scambio.

Questa differenza è il guadagno dell'intermediario nelle transazioni che noi facciamo.
E' proprio grazie alla presenza dello spread che gli intermediari riescono ad offrire un accesso al mercato del Forex senza applicare alcuna transazione.
Questa differenza con la quale comprano e vendono le valute gli operatori o mediatore finanziari, cioé mediatori (in inglese "broker") è in realtà la loro commissione per l'operazione eseguita.

Un esempio di quotazione "normale" è 1.3015/1.3018, con uno spread di 3 pips.
In generale, gli spread più piccoli sono migliori per gli investitori forex già che richiedono un movimento più piccolo nel tasso di cambio per trarre profitto dal trade.

Possiamo concludere che lo spread è semplicemente  il compenso del broker che esegue l'ordine e fa da market-maker (ricordando che la dimensione degli spreads può variare da broker a broker ma anche in base alla coppia di valute).
Cosa simile anche per i Broker ECN, che non sono market maker, ma cercano di inserire gli ordini al mercato del miglior offerente.
Sommano anche loro alcuni pips di spread come commisisone.
Altri Broker come ECN e che offrono piattaforme Multibank (come ODL) hanno uno spread di mercato (quindi basso poichè non c'è aumento da parte loro) ma si pagano delle commissioni fisse, come nei mercati futures o di azioni per intenderci.

Per la praticità dell'utilizzo, nel Forex la differenza (lo spread) del prezzo si esprime in "pip" (plurale "pips"), anziché in percentuale.
Un pip equivale ad un centesimo di centesimo, cioè un decimillesimo.

Per esempio, se la coppia delle valute EUR/USD (euro/dollaro statunitense) è quotata come 1,4000/1,4003, il mediatore vende un euro a 1,4003 dollari, mentre acquista un euro per 1,4000 dollari. La differenza di 0,00003 dollari è il suo profitto.
Con uno spread dell'esempio di 3 pips, il costo dell'operazione per il cliente che compra un "lotto" (un valore di 100.000 della valuta base, in inglese "lot") è di 30 dollari. Certo, più basso è lo spread, più favorevole è per il cliente.
Se la posizione cresce di 10 pips, a 1,5010/1,5013, il cliente guadagna 7 pips, visto che ha comprato la posizione al prezzo di 1,5003 (il prezzo al quale il broker vende), e ha venduto a 1,5010 (il prezzo al quale il broker compra).
 
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