Non c'è dubbio che qualsiasi attività umana è soggetta a fattori psicologici.
Per avere successo con una certa costanza non possiamo trascurare un aspetto fondamentale: le emozioni.
Riuscire a controllare le proprie emozioni fa la differenza tra una vita diciamo "speciale", degna di essere
vissuta, ed una vita piena di tensioni nervose, irrequietezza e negatività.
Le emozioni e la mancanza di disciplina sono i più grandi nemici di ogni trader. Le emozioni sono parte
fondamentale dell'esistenza di una persona.
E mentre un vita priva di emozioni semplicemente non potrebbe essere chiamata vita, nel trading le emozioni
sono le principali avversarie.
Più siamo capaci di controllare o, addirittura, eliminare le emozioni, meglio saremo in grado di operare.
Le emozioni non devono avere spazio nel trading. Le emozioni portano il trader ad agire irrazionalmente, quando
si verificano situazioni particolari non previste.
La disciplina è la cosa più preziosa nel trading, piu del capitale stesso, giacchè esso può essere sostenuto
solo con la disciplina.
Il successo di un trader è legato strettamente ad una ferrea disciplina. Molti trader agiscono spesso contro
ogni logica e contro comportamenti conclamati dovuti molto spesso all'inesperienza e alla emotività.
Decisioni prese sotto l'influenza di emozioni, negative o positive che siano, sono potenzialmente dannose.
Molti trader spesso "non sanno perdere".
Di fronte a situazioni avverse agiscono in modo istintivo e irrazionale senza capire che sono di fronte alla normalità.
Le perdite ci sono e il trader le deve solo limitare e controllare. Pertanto, essere disciplinati ed imparare a
vincere le emozioni è di fondamentale importanza per poter avere successo nel trading.
Il principale nemico di un trader è se stesso.
Quando si fa trading le principali emozioni a cui andiamo incontro sono:
Speranza: dopo aver aperto una posizione, speriamo che questa ci faccia subito guadagnare.
Ci aspettiamo di vedere al primo passaggio che la valuta salga.
Se ciò non succede ecco che inizia a prenderci l'ansia, ecco che i primi dubbi ci assalgono.
Paura: l'azione è scesa: vendere diventa il nostro primo pensiero.
Tutte le nostre strategie vengono istantaneamente messe in discussioni
Avidità: l'azione è salita; non va bene neanche questo, forse è meglio aumentare la mia posizione, ho
investito poco.
Oppure dopo una importante perdita cerchiamo subito di rifarci o diventiamo avidi con altri investimenti in caso
di successo.
Sfiducia: ho aperto una posizione e credo proprio che il mio modo di operare non funziona, perderò
sicuramente.
Il pessimismo non deve far parte del trader. Dobbiamo sempre avere fiducia nella nostra transazione; ci deve
essere un ottimismo basato sulla certezza di aver affrontato il problema avendo fatto il massimo delle nostre possibilità.
Bisogna dire che nessuna di queste emozioni, di per se stessa è negativa.
Non c'è niente di male nello sperare che una valuta che abbiamo comprato salga.
Il punto è: perchè dovrebbe salire?
Perchè sono entrato in questo momento?
Cosà farò dopo che è salita?
E non c'è nulla di male nel voler chiudere una posizione dove stiamo perdendo.
Il punto è: quanto deve scendere prima di chiudere la posizione?
Sarò capace di seguire ciò che ho previsto teoricamente?
Molti trader mettono a punto strategie comportamentali usando una moltitudine di parametri tecnici.
Tutto ciò può anche essere buona cosa, ma è fondamentale elaborare un sistema preciso di operatività, un sistema
che opera quasi automaticamente e che eviti di delegare le decisioni di acquisto e vendita alla nostra sfera emotiva.
Per alcuni è conveniente non tradare da soli; in gruppo trovano quel coraggio che da soli non hanno.
Ricordiamoci che un blocco psicologico potrebbe alterare l'esito di una nostra operazione.
E' quindi necessario ragionare sempre con tranquillità e calma essendo certi che nel momento in cui decidiamo di
fare un investimento lo facciamo con consapevolezza indipendentemente dall'esito positivo o negativo della precedente operazione.